Sistema di fissaggio solare
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Il tipo di tetto con cui abbiamo a che fare fa tutta la differenza quando si tratta di installare pannelli solari. Per i tetti a membrana realizzati in TPO, PVC o EPDM, i sistemi zavorrati sono la soluzione migliore, poiché poggiano sulla superficie senza forare lo strato impermeabilizzante. I tetti in metallo con giunti verticali sono ottimi candidati per fissaggi a morsetto, dato che non è necessario eseguire alcuna perforazione. I tetti in lamiera grecata risultano invece più complessi: richiedono morsetti speciali progettati appositamente per quei profili ondulati, al fine di garantire sia resistenza meccanica sia protezione contro gli agenti atmosferici. Anche i tetti in tegole presentano le loro difficoltà: i normali metodi di foratura possono provocare crepe nelle tegole in argilla o calcestruzzo, il che implica o la sostituzione integrale delle tegole oppure l’impiego di sofisticati sistemi di supporto integrati. Le coperture in lastre d’asfalto rimangono la scelta più diffusa per le abitazioni, in quanto supportano entrambi i tipi di fissaggio, ma richiedono un’attenta posa di guarnizioni intorno a ogni punto di penetrazione per impedire all’acqua di infiltrarsi. Anche le prestazioni contano. I tetti in metallo riflettono naturalmente il calore in modo piuttosto efficace, ma gli installatori devono prevedere spazi di dilatazione negli elementi di fissaggio. Le lastre d’asfalto tendono invece a degradarsi più rapidamente quando i pannelli ostacolano il flusso d’aria sulla superficie del tetto, intrappolando il calore anziché consentirne la dispersione.
Prima di scegliere qualsiasi sistema di fissaggio, è assolutamente fondamentale verificare se la struttura è in grado di sopportarlo. Nei sistemi di fissaggio penetranti, tutto il peso viene concentrato in punti specifici in cui il sistema si collega al tetto. Ciò significa che lo stesso solaio e, a volte, persino la struttura portante sottostante devono sopportare questi carichi concentrati elevati. Questo fenomeno si riscontra piuttosto frequentemente nelle abitazioni più vecchie costruite con struttura in legno. Circa quattro interventi su dieci effettuati su edifici esistenti richiedono effettivamente un qualche tipo di rinforzo strutturale per evitare deformazioni o rotture dovute ai carichi, in particolare quando si lavora su vecchi sistemi di capriate. I sistemi non penetranti a zavorra distribuiscono invece meglio il peso, ma presentano comunque i loro problemi specifici. Tipicamente aggiungono un sovraccarico di circa 4–7 libbre per piede quadrato (circa 20–35 kg/m²), ovvero un incremento del 15–25% rispetto al peso dei sistemi penetranti. Per quanto riguarda le prestazioni a lungo termine, oltre i 25 anni, gli ingegneri devono tenere conto di fattori quali l’accumulo di neve, che può raggiungere i 70 libbre per piede quadrato (circa 340 kg/m²) nelle regioni più fredde, le sollecitazioni del vento secondo le linee guida ASCE 7-22 e i requisiti specifici delle zone sismiche locali. In particolare sui tetti piani di edifici commerciali, l’installazione di impianti fotovoltaici a zavorra potrebbe richiedere un aumento della capacità portante dell’edificio pari a ulteriori 5 libbre per piede quadrato (circa 25 kg/m²). È quindi per questo motivo che effettuare adeguati controlli ingegneristici prima dell’installazione non è semplicemente una buona prassi: oggi è praticamente obbligatorio.
I pannelli per tetto montati mediante sistemi penetranti vengono fissati direttamente alle capriate o al materiale di copertura, creando punti in cui l’acqua potrebbe infiltrarsi intorno a quei fissaggi metallici. Anche la qualità e l’esecuzione corretta delle guarnizioni (flashing) rivestono qui un’importanza fondamentale. Quando gli appaltatori eseguono correttamente l’installazione, utilizzando idonei strati sottostanti (underlayments) e un’adeguata applicazione di sigillanti, le perdite praticamente scompaiono da queste installazioni. Alcuni studi recenti indicano che ciò riduce i problemi legati all’acqua di circa il 95%, secondo quanto riportato lo scorso anno dall’NRCA. Tuttavia, se durante l’installazione vengono commessi errori, i produttori di norma non riconoscono più la garanzia, lasciando i proprietari immobiliari con oneri di riparazione futuri. Un altro aspetto degno di nota è che molti edifici più vecchi richiedono un rinforzo strutturale aggiuntivo nel passaggio a questi sistemi penetranti. Ciò comporta un aumento dei tempi complessivi del progetto, arrivando talvolta a raddoppiare la durata dell’installazione rispetto ad altre soluzioni oggi disponibili. Alla fine della giornata, i costruttori devono affrontare una scelta difficile tra ottenere elevate prestazioni di protezione dal vento (alcuni supporti progettati resistono a venti fino a 180 mph) e garantire che il tetto rimanga asciutto per anni senza alcun problema.
I sistemi di copertura a zavorra, che non richiedono alcuna perforazione del manto impermeabile del tetto, eliminano completamente il rischio di perdite; tuttavia, presentano i propri problemi strutturali e logistici. La maggior parte dei progetti richiede tra i 4 e i 7 libbre di zavorra per piede quadrato, il che significa che gli ingegneri strutturisti devono eseguire verifiche su circa l’80% degli edifici commerciali prima che chiunque possa iniziare a posare i pannelli. Per quanto riguarda i problemi di sollevamento causato dal vento, questi sistemi si basano sul peso piuttosto che su ancoraggi. In zone dove le raffiche di vento raggiungono o superano i 110 mph, normative edilizie come la ASCE 7-22 richiedono spesso una quantità molto maggiore di zavorra, talvolta superiore a 40 libbre per piede quadrato. Ciò comporta un aumento sia del carico strutturale richiesto dall’edificio sia dei costi legati al trasporto di tutti questi materiali. L’installazione stessa avviene circa il 30% più velocemente rispetto ai metodi tradizionali che prevedono la foratura del tetto, ma il trasporto di tali materiali pesanti sui tetti aggiunge un ulteriore 15–20% ai costi complessivi. A ciò si aggiunge la complessità rappresentata dalle attrezzature già presenti sul tetto. Gli impianti di climatizzazione occupano spazio, i canali di drenaggio richiedono spazio libero, i cordoli di coronamento intralciano l’installazione e tutti gli altri dispositivi già presenti sul sito riducono ulteriormente lo spazio disponibile. Tutti questi fattori riducono tipicamente l’effettiva superficie utilizzabile per gli impianti fotovoltaici di una percentuale compresa tra il 10% e il 20%, a seconda delle specifiche caratteristiche di ciascun cantiere.
Le condizioni meteorologiche influiscono notevolmente sulle prestazioni dei sistemi di fissaggio, sulla loro sicurezza e sui costi complessivi nel tempo. I sistemi di fissaggio a penetrazione tendono a resistere meglio alle sollecitazioni del vento, poiché sono collegati direttamente alle strutture dell’edificio. Se progettati correttamente secondo gli standard ASCE 7-22, questi sistemi possono sopportare venti superiori ai 130 mph generati dagli uragani. Al contrario, i sistemi non penetranti si basano esclusivamente su pesi elevati per opporsi alle forze del vento. Ciò significa che, nelle zone soggette a venti forti, è necessaria una massa molto maggiore, con conseguente sovraccarico aggiuntivo per le strutture edilizie. Anche la neve rappresenta un fattore da considerare. Il design compatto dei sistemi a penetrazione consente una più efficiente rimozione dell’accumulo di neve. Secondo studi pubblicati lo scorso anno sul Journal of Solar Energy Engineering, le installazioni non penetranti presentano un rischio di accumuli di neve derivanti da fenomeni di deriva circa dal 15 al 30 percento superiore, a causa dei maggiori spazi d’aria e delle strutture più alte. Le zone sismicamente attive pongono invece problemi completamente diversi. I sistemi a penetrazione richiedono connettori speciali e componenti smorzanti in grado di assorbire i movimenti del terreno senza danneggiare i tetti. I sistemi a zavorra, invece, potrebbero subire spostamenti laterali anche in presenza di scosse moderate. Tutte queste scelte ingegneristiche legate al clima incidono sui costi complessivi. Nei territori innevati, i sistemi non penetranti costano tipicamente circa il 20 percento in più a causa della complessità dei calcoli relativi alla zavorra. Nei territori sismici, i sistemi a penetrazione comportano un sovrapprezzo compreso tra il 15 e il 25 percento per l’impiego di componenti e connessioni specializzati. Queste differenze si riflettono sulle operazioni quotidiane nel corso di due decenni, in termini di frequenza degli interventi di manutenzione, di costanza nella produzione energetica e di variazioni nei premi assicurativi.
Diversi materiali per tetti richiedono sistemi di fissaggio differenti. Per i tetti a membrana, come quelli in TPO o PVC, sono preferibili i sistemi zavorrati. I tetti in metallo con giunti verticali si prestano bene a sistemi di fissaggio con morsetti. Le coperture in tegole d'asfalto sono altamente compatibili, ma richiedono un'attenta posa delle guarnizioni. I tetti in laterizio necessitano di particolare attenzione per evitare danni.
È necessario valutare la capacità portante strutturale del tetto. I sistemi di fissaggio penetranti concentrano il carico su aree specifiche, richiedendo un supporto strutturale robusto. I sistemi di fissaggio non penetranti distribuiscono il carico, ma ne aumentano complessivamente il valore, richiedendo pertanto una struttura sottostante resistente.
I sistemi di fissaggio con penetrazione prevedono la perforazione del tetto e garantiscono un'installazione sicura, ma comportano il rischio di potenziali perdite dovute a una sigillatura non corretta. I sistemi non penetranti evitano la perforazione del tetto e le relative perdite, ma dipendono dal peso del ballast, influenzando la soglia strutturale dell'edificio.
Le condizioni meteorologiche influenzano la scelta e il costo dei sistemi di fissaggio. I sistemi penetranti resistono meglio al vento; quelli non penetranti richiedono un maggior quantitativo di ballast nelle zone ventose. Il carico da neve è più facilmente gestibile con i sistemi penetranti, mentre le considerazioni sismiche possono aumentare i costi per entrambi i tipi.
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